Month: febbraio 2017

Calcolare

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Calcolare

Sicuramente il contabile.

Viene da rispondere così, alla domanda: “Qual è la professione più lontana dal creativo?”
Un po’ diversi lo sono: chi mette più ragione, chi più sentimento. Chi lavora con i numeri, chi con immagini e parole. Chi vive d’inventari. Chi d’invenzioni.

Ma sono davvero agli antipodi?

Che cosa fa il grafico, quando adatta un contenuto a un formato? E il copy, quando controlla gli spazi disponibili alla stesura del testo? Cosa fa, in generale, un creativo, quando deve misurarsi su un brief, per sviluppare una campagna?

Semplice: calcola.

Come abbiamo già accennato su questo blog, la carta vincente del creativo non è l’invenzione fine a se stessa, ma l’intuizione educata, programmata, calcolata. Come scriveva Roland Barthes sul ruolo del narratore, in gioco non c’è mai la cieca, incondizionata libertà, ma una libertà vigilata.

In comunicazione vale lo stesso. Se vogliamo, con un pizzico di difficoltà in più: il nostro destinatario non è il pubblico tout court, ma il pubblico mirato (target), relativo a una specifica promessa di marca.

Quindi? Come fa un calcolo a valorizzare l’idea? Prendiamo il Super Bowl 2017. Quest’anno ci ha colpito lo spot di Snickers, più unico che raro perché girato dal vivo tra un tempo e l’altro del match. Una sfida nella sfida, tanto che nel video viene addirittura annunciato l’esatto vantaggio parziale di Atlanta (21) su New England (3), poi ribaltato dai Patriots con la conquista del titolo. Non c’è caso migliore per illustrare il nesso tra un guizzo creativo e la sua rigorosa orchestrazione.

Ovvio: non è mai solo una questione di calcolo. Ma come è normale pensare a un’etica e a un’estetica della comunicazione, è altrettanto lecito parlare di logistica, analitica e, perché no, ingegneria della comunicazione. Con buona pace di analisti, ingegneri e comunicatori.

Chissà se il chiarimento servirà a chi ancora chiede: “Ah, sei un creativo. E di lavoro, esattamente, che fai?”

 

Cambiare

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David Bowie

Prendi Bowie.

Uno che non è mai rimasto uguale a se stesso. Da Ziggy Stardust a Nathan Adler, dalla psichedelia al pop passando per la dance: sempre a sperimentare, a reinventare, a reinventarsi. Uno che cambia, per il brivido stesso di cambiare.

Quando le cose non vanno bene, o si affonda o si cambia. Ma quando tutto fila liscio, perché cambiare? Il Duca Bianco ci vedeva lungo. Cambiare è nell’essenza della comunicazione.

Prendi Juventus.

Squadra che vince e che cambia. Il nuovo logo rappresenta una rivoluzione non solo nel mondo del calcio, ma in generale nello sport: per la prima volta, una società decide di trasformare la propria identità diventando un brand. Un’operazione che ha bisogno di tempo per sedimentarsi nella coscienza collettiva. Ma che ad oggi rappresenta un’azione inedita, radicale, di cambiamento.

Prendi Tim.

Il primo passo inizia un anno fa: nuovo logo, nuove critiche. Anche la campagna di supporto non ha esattamente convinto. Ma tant’è. C’è sempre tempo per cambiare. E allora via, nuova campagna, questa volta difficile da dimenticare. Perché sceglie di essere semplice: parla con la musica, con il corpo, con il gioco delle scritte in sovrimpressione. E crea un nuovo tormentone, coordinato su tutti i media e i materiali. La formula è nota e funziona: cambia, coordina, ripeti.

Prendi noi.

Restyling del logo e della sede, nuovo sito in italiano e inglese, nuovo video, nuovo messaggio: emoziona, emozionami, emozionamilk. Tre parole per trasmettere un movimento riflessivo e attivo, come recita il nostro manifesto: “L’emozione che proverai per le nostre idee, sarà la stessa che il pubblico proverà per il tuo brand”. Un pubblico che cambia, valica i confini nazionali e si prepara a emozionare il mondo.

Sì, perché oggi Milk è la nuova e unica agenzia italiana del circuito AMIN Worldwide, network mondiale con agenzie indipendenti di circa 30 Paesi, distribuite in ogni continente. Ci siamo scelti, ci siamo incontrati, e adesso siamo pronti a connettere più brand, più persone. Più emozioni.

Siamo parte anche di AssoCom, l’associazione che promuove le aziende di comunicazione che spiccano per professionalità e creatività.

Ecco. In questo non siamo cambiati.