#BRAINTRUST

Se gergo trovo
braintrust

“La verità è sempre nella semplicità, mai nella confusione”.
Curioso come questa frase l’abbia pronunciata Isaac Asimov, il maestro che ha costruito la sua fortuna sulla creazione di universi fantastici, in bilico tra impossibile e verosimile. Nel legame tra il vero e il semplice si gioca l’essenza della creatività, un processo che porta sempre a qualcosa di ordinato e compiuto.

Per essere creativi, insomma, non basta avere un’idea. Presa da sola, un’idea è un’entità impalpabile e complessa. Il ruolo del creativo è trasformarla in qualcosa di semplice e osservabile. Qualcosa che, all’interno di un’azienda o di un’agenzia, nasce da un confronto plurale sul valore di semplicità e verità, per ottenere un contenuto reale.

Questo incontro non è il brainstorming. È il brain trust.

Kevin AshtonIl brain trust (come spiega bene questo contributo) parte proprio dall’assunto secondo cui il brainstorming non è sufficiente a far fruttare un’idea. Come spiega Kevin Ashton, guru di quello che oggi chiamiamo internet delle cose“se si chiede a più gruppi di persone di affrontare lo stesso problema nello stesso momento, è molto probabile che nella maggior parte dei casi emergano le stesse idee”.

In pratica, se il brainstorming si fonda sulla semplice osservazione e condivisione di idee, il brain trust passa all’azione, attraverso critiche tranchant, correzioni, aggiunte, stravolgimenti. La novità è che non esiste una fase davvero libera da interventi. In questo modo emerge più facilmente se un’idea funziona o meno, e nel caso non funzioni, si corre subito ai ripari. Un metodo forse meno “ecumenico” e più aggressivo del brainstorming, ma di sicura efficacia.

Pionieri di questo approccio sono i creativi di PixarMarvel e Universo DC. Praticamente, il triangolo del fantastico. Lo sviluppo di trame, sottotrame e cross-over tra personaggi è come una “mappa del tesoro“: il primo creativo parte in spedizione, raggiunto da un secondo che ne corregge e ne amplia la rotta; alla fine al tesoro arrivano in tanti, attraverso una strada nuova a tutti.

up

Così è nato Up, uno dei film più iconici di casa Pixar. Del plot iniziale si è salvato solo il titolo. Nelle sale è uscito il risultato di un lungo percorso fatto di rimescolamentitagli last minuteidee recuperate e trasformate, continue inversioni di marcia.

E se il risultato è questo, caro brain trust: noi ci fidiamo.