# R O U G H

Se gergo trovo

Sei chic? Raffinato? Patinato? Laccato?

Non importa. Nella vita di un pubblicitario viene sempre il momento di fare i grezzi.

Capiamoci. Nessuno ti chiederà di ruttare in postazione per ottimizzare le performance. Stiamo parlando del “rough“.

Il “rough” (si legge “raf“, come quello di “Sei la più bella del mondo“) è la bozza, lo schizzo, la versione preparatoria, grezza, di un layout.

A metà strada tra il primo disegno e il progetto esecutivo, il “rough” è il germoglio del fiore, la pupa della farfalla. Parlando potabile, la premessa della campagna stampa. 

Esiste anche una sua versione video, e si chiama “quick and rough“: grezzo e rapido. Un ibrido tra lo spot e il rubamatic: il cliente lo scambia per lo spot se gli piace. Per l’altro, se non gli piace.

E se è così così? Ne chiede un altro e un altro ancora. Fino a quando non si accumulano e diventano una raffica di rough.

Così, all’Infinito. Come quell’altro pezzo di Raf.