# S H O O T I N G

Se gergo trovo

A uno shooting si dicono così tante stramberie che dovremmo aprire un’apposita sezione del blog. Per esempio: chi di voi ha una qualche familiarità con i termini “aspect ratio“, “bullet time“, “compositing“, “esposimetro“, “motion capture” e “mascherino“? Avanti. Ditelo che capite solo “ciak“, “azione” e “buona la prima“.

La verità è che a volte più che un set sembra una setta, e gli addetti sono adepti che si esprimono in un codice oscuro, millenaristico: parlano di continuo di continuity, campano di controcampi, meditano poi editano. Alla fine uno si alza e grida: “Color correction!” E tutti fuggono terrorizzati.

Cosa succederebbe se traducessimo questo gergo in modo da renderlo più “masticabile” (e meno appetizing)?

1. Prima il dolly della second unit, poi lo steady.
La prima inquadratura spetta all’operatore della seconda unità di ripresa con il braccio meccanico, l’altra a quello con il sistema di ammortizzatore agganciato al corpetto indossabile.

2. Con il 4K lo croppiamo in post così abbiamo due take.
Grazie allo standard per la televisione digitale tagliamo a misura l’immagine in modo da ottenere due scene buone.

Dura, eh? Forse a volte è meglio sintetizzare.
Ma tanto sono dettagli. Pardon. Close-up.