# R A T I O N A L

Se gergo trovo

Il filosofo tedesco Friedrich Hegel scriveva tante cose, il più delle quali incomprensibili.

Però ne ha scritta una che fa al caso nostro: ciò che è reale è razionale.

Il Maestro ci scuserà se banalizziamo, ma sotto sotto ci dice: non c’è niente che non possa essere spiegato (e compreso) dalla ragione.

Tranne i suoi libri, ovvio.

La parola del giorno è “rational“, quella parte di testo (di solito inserita nella presentazione delle proposte creative al cliente) che introduce, argomenta e motiva le scelte dell’agenzia.

Il “rational” serve anche a montare l’aspettativa del committente, per prepararlo a un irresistibile sgranamento d’occhi.

In pratica, lo portiamo dove vogliamo noi.

Non scordiamo il fattore imprevedibilità. Può andare bene, con un cliente disposto a seguire il percorso accettando le proposte ancora prima di vederle; oppure può capitare che si vada subito al sodo, saltando preamboli e spiegoni.

In ogni caso, cercate sempre un perché. Ma quando scrivete, non citate mai i filosofi.

Da rationaldemotivational, il passo è breve.