La perfezione in confezione

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Comunicare non è solo coinvolgere, sconvolgere, convincere. Comunicare è anche saper mostrare, presentare.

Per quanto tu possa raccontare bene un brand, non basta creare un sistema di valori intorno a esso. Il prodotto è concreto, reale, tangibile. Per questo, dove la parola tace, arriva il packaging.

Il pack è il biglietto da visita del prodotto, il “piacere” che segue la stretta di mano. E la storia è ricca di strette così forti da restare impresse a lungo sulle nostre mani.

Da generazioni la bottiglietta in vetro della Coca-Cola è un’icona pop intramontabile. Secondo molti ispirata alle “curve” della star Mae West, da poco ha compiuto 100 anni.

Origini ancora più nobili per la bottiglietta del Campari, ideata da un Maestro futurista come Fortunato Depero. Uno dei primi esempi di arte applicata alla pubblicità.

Negli anni Ottanta Perugina vuole parlare alle nuove generazioni, partendo da una semplice provocazione: “Tubiamo”? Il risultato è il celebre “tubo” dei Baci: scelta all’epoca ambiziosa, oggi memorabile.

Dallo Chanel n.5 a Nutella (50 anni e non sentirli), fino al minimalismo di Apple: in comune c’è un modo unico, esclusivo, di raccontare il prodotto.

Per tutti quelli che non si accontentano, segnaliamo due link per vedere le proposte di packaging più “assurdi” e originali:

1) Cercate una confezione di spaghetti U.S.A “a forma di” World Trade Center? Eccovi serviti.

2) Volete un succo di frutta naturale? Qui c’è quello al kiwi. Fatto come un kiwi.