# C O R E B U S I N E S S

Se gergo trovo

Scrive Anna Maria Testa nel bellissimo La parola immaginata: “Le aziende sono come le persone“. Ergo, hanno un cuore.

Un motore che pulsa, produce, alimenta l’organismo. Si dirama in tante piccole arterie fatte a loro volta di persone: sono il sangue, prima che l’anima, del commercio.

Nel linguaggio anglofono della pubblicità, chiamiamo questo cuore “core business” (da “core“, nucleo, e “business“).

Detto altrimenti: è l’attività principale di un brand, il fulcro della produzione, ciò che un’impresa sa fare meglio quando racchiude in un’unica soluzione tutte le ragioni del successo (per esempio innovazione, efficienza, rapidità, varietà di gamma, convenienza. Tralasciamo l’ampio parcheggio, grazie).

Spesso all’agenzia di comunicazione viene chiesto di trasmettere nel modo più efficace possibile il “core business”. Mica una sfida da ridere! Immaginate di far descrivere vostra mamma a qualcun altro. Bisogna immedesimarsi, entrare nel vivo. Arrivare al cuore.

Ecco. Adesso però non facciamo casino coi termini, eh. A Roma si dice “core de mamma“. Guai a voi se dite “core de business“.