50 sfumature di spot

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Sarà che la febbre di Mister Grey ha contagiato, nel bene e nel male, un po’ tutti. Sarà che ogni volta che si affronta questo argomento ci si scalda. Ma è innegabile che il tema del sesso interessa da sempre, e da vicino, anche il mondo degli spot.

Partiamo dal presupposto che la pubblicità è sensuale per definizione. Intrigare, affascinare, sedurre, ipnotizzare sono termini che si adattano alle lenzuola quanto ai consigli per gli acquisti. Il problema sorge quando l’erotismo è pretestuoso. Un paio di curve ben piazzate, una scollatura in evidenza, una coscia in primo piano, più che eccitare i sensi danno un effetto di gratuito deja-vu.

Quando la sensualità è parte dell’idea creativa, la cosa si fa intrigante.

A fine 2014 il Ministero dell’Ambiente tedesco rilascia questo spot. L’intento: convincere la famiglie a risparmiare almeno il 5 per cento dell’elettricità. Come? Mostrando una figlia che rientra a casa e scopre mamma e papà avvinghiati in salotto. Ah, se solo avessero spento la luce

Il virale dell’ultima ora mostra la performance di una coppia sul campo del Charlton Athletic, ripresa da finte telecamere di sorveglianza: mentre su Vibe si grida allo scandalo, la società di calcio londinese rivela che si tratta di una trovata per sponsorizzare le attività estive del club. Come a dire: su un campo così, puoi fare ciò che vuoi.

L’allusione intelligente è un talento raro. Virtù che ha dimostrato il brand di abbigliamento intimo Jockey. Il messaggio è rivolto al target maschile: ne abbiamo un paio solo. Trattiamole bene.

In questa proposta della Toyota Corolla, invece, la presenza femminile (e che presenza) è una trappola: la modella mozzafiato che resta in panne lungo la strada non è davvero chi sembra. Anzi.

Tornando al 2002, ricordiamo la storica campagna Ikea che invitava a “mettere in ordine la stanza”. Il rischio è di lasciare a vostro figlio un oggetto poco in linea con la sua collezione di macchinine.

Sul tema della prevenzione fa ancora scuola lo spot dei profilattici Control del 1990. Qui la sessualità non è esibita, ma raccontata con estrema sensibilità, in un periodo storico di cambiamento per un’Italia che fa i conti con il virus dell’HIV.

Pochi esempi per capire come si possa, e a volte si debba, affrontare un tema così “scottante”. Sull’ideale tavolozza di colori, scopriamo che si possono utilizzare tinte calde o fredde, accese o tenui, per dare vita a un ritratto che non sia mai scontato, superficiale, violento, già visto.

Alla fine è solo una questione di sfumature.