# P A Y O F F

Se gergo trovo

Li hai letti, ascoltati, riascoltati, ripetuti, cantati. Fino alla nausea. Tu non lo sai o non ci fai caso, ma fanno parte di te da sempre. Se sei al volante, a tavola, sotto la doccia, in tram o in ascensore. Ovunque tu sia, loro ci sono, in qualche modo. Perché ti seguono. Ti ronzano in testa. Ti scappano di bocca.

Sono più di una promessa. Non sono storie, non sono ritornelli, non sono filastrocche. Sono lunghi quanto basta. Meno di un tweet.

Sono i pay off. Non si pagano. Si imparano.

Il pay off è l’urlo che rompe il silenzio, la frase che afferma e sostanzia il core business di un marchio (segnati “core business”, che ne riparliamo). È la garanzia di durata, il “lasciati convincere” detto sapendo che sei già convinto.

Il pay-off deve dire tutto nello spazio di poche sillabe, e dirlo con la stessa passione del partner che sussurra “sei mio”. Con l’entusiasmo dell’amico che ti confida un segreto.

Il pay-off ha il ritmo del battito. Il suono del brindisi. La cantilena dei bambini.

È fama, in testuali parole.