# G U E R R I L L A

Se gergo trovo

Tra pubblicitari, ormai, è guerra. Guerra a colpi di slogan, d’immagini, di video, di clic. C’è così tanta competizione che la stessa parola “guerra” non basta più a descrivere lo stato d’assedio. Meglio parlare di guerriglia.

Stai sereno. Non trasferiamo la sede a Gaza. Restiamo qui, nella placida Vicenza, ma non per questo meno inclini a guerreggiare.

Facciamo chiarezza.

Guerrilla marketing” è un insieme di tecniche, di tattiche, di strategie, di trucchi, di stratagemmi, talvolta di piccoli inganni utili a comunicare meglio. È la chiave per ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. Come in politica.

Ma lavorando.

Alla base c’è la cara vecchia buona idea, sviluppata con metodi non tradizionali: al posto di un cartellone statico che ti “suggerisce” una marca di dentifricio, immagina il flash mob di una folla che ti si para davanti lavandosi i denti, interrompendo la tua ignara passeggiata.

La cosa ti turba e ti solletica. Ne parlerai a un amico, che a sua volta ne parlerà ad un altro. La voce si spargerà, si creerà un “effetto eco”, partito da una semplice, dinamica trovata.

Detto fatto. Ecco l’atto di guerriglia.

Che, se vuoi, è la prova che uno spazzolino può fare più rumore di un kalashnikov.