# A C C O U N T

Se gergo trovo

Non è il tuo indirizzo di posta. Non è qualcuno che ti sta accanto. In inglese maccheronico.

L’account è lo 007 delle agenzie creative. Oh, fa tutto alla luce del sole. Ma deve avere un certo non so che.

Quel non so che si chiama fiuto. Da vendere. Per vendere.

L’account passa le informazioni dell’agenzia al cliente, e quelle del cliente dell’agenzia.

E fin qui.

La chiave sta nella capacità di scavare nella mente dell’azienda. Una volta dentro, il nostro deve carpire tutti gli indizi necessari a soddisfarla. E passare la palla ai creativi. Senza mandarli nel panico.

Che si sa. Quelli sono sensibili per mestiere.

Come vedi è un movimento contorto, una serpentina da incantatore di clienti. Ci sono le loro esigenze, i loro imperativi. I loro punti interrogativi. E poi ci sono i punti esclamativi. Quelli, se il lavoro è fatto bene, scattano alla fine.

Anche l’agenzia ha le sue esigenze: deve essere messa nella condizione di lavorare al meglio, proteggendo le idee, libera di esprimerle in accordo con i valori, e soprattutto i voleri, aziendali.

Ecco. L’account  ha il compito ingrato (e stimolante) di tenere tutto insieme, tutto unito, in equilibrio.

Deve saper legare gli ego.

Facile, no? Come bere un bicchier d’acqua. Bendati e senza mani.