# V I R A L

Se gergo trovo

Si può parlare di viralità senza parlare per forza dell’Ebola?

Nel linguaggio pubblicitario non solo si può. Si deve.

Il marketing virale è una strategia non convenzionale che fa presa sull’interesse di pochi per arrivare a molti. Come un imbuto alla rovescia. In pratica, sfrutta lo stesso meccanismo del passaparola, con il pregio di costare meno della campagna pubblicitaria di stampo classico.

Senza il web, un video virale è come un cielo senza stelle. Si parte da un’idea intrigante, meglio se provocatoria. L’importante, insomma, è che se ne parli. Il video, la campagna, l’happening vengono “spalmati” sui social network: è lì che diventano come un’influenza, diffondendosi a macchia d’olio. Catturandoti. Contagiandoti.

Per quanto tu possa prevederne l’efficacia, un virale è imprevedibile. Ti coglie di sorpresa come la tosse o il singhiozzo.

Se va, è una febbre che dilaga. Se non va, è troppo debole per colpire. Ed è più facile, per l’Ebola, fregargli la scena.