# H E A D L I N E

Se gergo trovo

A Milk si lavora col cuore, ma anche la testa vuole la sua parte. Specie se devi scrivere un’headline. Un “testalinea”, direbbe l’abbonato a Google Translator.

È lavoro di tutti i giorni dover pensare a una buona “headline”. Per trovarla, ogni copy che si rispetti deve rompersi un po’ la testa. Guarda caso.

Ma cos’è l’headline? Ora che sei esperto di “briefing“, te ne faccio uno.

Headline vuol dire banalmente “titolo”. Bene. Cosa c’è di meno banale di un gran titolo?

Immagina di andare al supermercato e di trovare, sulla confezione di un pacco di biscotti, solo la scritta “Biscotti”. Per quanto questa scritta ci informi che non siamo davanti ai surgelati, difficilmente rimarremmo catturati da una tautologia.

L’“headline” va oltre la spiegazione didascalica e ti fa comprare quei biscotti prima ancora di scartarli. Perché?

Perché ti coinvolge, ti attira. A volte ti provoca. È quello che chiedono i nostri clienti, ed è quello che fa la pubblicità per soddisfarli. Propone un desiderio e te lo fa desiderare.

Usa la testa per toccare il cuore. Non importa se parliamo di frollini, serramenti o parchi di divertimenti. L’importante è incatenarti a quella scritta.

Poi, per carità, di biscotti buoni ce ne sono tanti. Ma alla fine compri solo quelli che ti fanno immaginare un buon sapore. Prima di tutto a parole.