Bozza a chi?

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Se Michelangelo avesse trovato la Pietà già pronta, magari nascosta da qualche parte, come un reperto rinvenuto per caso, non sarebbe Michelangelo. Almeno non il genio che conosciamo.

Un’opera d’arte non nasce così, come un fiore che sboccia. E’ frutto di un lavoro portato avanti con costanza, un percorso spesso affastellato di ostacoli. Un’opera, per essere tale, non può che partire dalla sua bozza.

E’ il concetto che muove la nuova pubblicità delle penne Bic. I creativi della Miami Ad School/ESPM di San Paolo si sono posti questa domanda:

Come sono nati i loghi più famosi al mondo? Da cosa è partito tutto?

Da uno scarabocchio“, si sono risposti.

McDonald’s, Playboy, Chanel, i cerchi olimpici. Bic ha preso questi loghi noti a tutti e li ha riproposti sotto forma di schizzo, per dimostrare che dietro qualsiasi marchio vincente, memorabile, c’è uno scarabocchio iniziale.

Per gli anglofoni: “In the beginning everything is a doodle“.

L’azienda francese ha sempre giocato con le forme tratteggiate dalla biro sul foglio, dalla campagna di promozione dei rasoi (“non facciamo solo penne”) a quella del correction fluid (“fallo andare bene”). Questa volta, però, ha spinto il messaggio oltre i limiti di una classica campagna di advertising. Perché?

Perché ci invita a non dimenticare come nasce un’opera visiva. Da Michelangelo a Playboy.

Con il dovuto rispetto.

Per entrambi.